IMG_2729

Daniele e Simona

logo GSN originalSiamo appassionati di attività outdoor: dall’alpinismo al surf, dall’arrampicata alla bicicletta. Spinti dal forte desiderio di esplorare le nostre capacità, paesi e popoli lontani, abbiamo deciso di montare in sella alle nostre bici ed andare incontro al mondo. Siamo coadiuvati nell’organizzazione dall’associazione sportiva dilettantistica Gruppo Sport e Natura, da anni attiva in campo sociale, ed ora impegnata in questa nuova sfida. La nostra ambizione è di far sì che il nostro viaggio sia di insegnamento ai molti che, come noi, credono nella possibilità di invertire la rotta di questo mondo che viaggia ormai alla velocità folle dei mezzi di trasporto più inquinanti.

Non c’è felicità per chi non viaggia Rohita! A forza di stare nella società degli uomini, anche il migliore di loro si perde. Mettiti in viaggio, i piedi del viandante diventano fiori, la sua anima cresce e dà frutti e i suoi vizi son lavati via dalla fatica del viaggiare. La sorte di chi sta fermo non si muove, dorme quando quello è nel sonno e si alza quando quello si desta.
Allora vai, viaggia, Rohita!

scrivimi

Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background

Quando lessi per la prima volta questo estratto dai Testi Sacri indiani ero in attesa all’aeroporto di Roma Fiumicino, estate 2007, con uno zaino in spalla e con destinazione Cammino di Santiago. Fu un’esperienza fantastica, di crescita spirituale e di riadattamento fisico, ed all’epoca non potevo immaginare che quello sarebbe stato solo il primo di una lunga serie di viaggi. Da allora infatti non mi sono più fermato, rincorrendo instancabilmente la mia passione nomade e vagabonda, e combinando spesso alle mie avventure la necessità di praticare sport. 5 mesi di viandanza in Spagna, 15 giorni di autostop solitario in Marocco, tante settimane di mare e montagna, tra surf nell’Oceano Atlantico e trekking, arrampicata ed alpinismo sui Pirenei, Alpi ed Appennini. Poi arrivò la bicicletta. Nel 2011 per tornare a casa (dopo un anno vissuto a Madrid) collegai da solo la capitale spagnola e italiana in un viaggio di 4.500 km e poco più di tre mesi. La scoperta di questo straordinario mezzo di trasporto sconvolse la mia vita. Nonostante Roma non sia affatto una città semplice per i ciclisti (soprattutto per me che vivo nella periferia montagnosa) cominciai a muovermi solo ed esclusivamente in bicicletta, e nonostante il titolo di Ingegnere delle Telecomunicazioni ed il lavoro come ricercatore, la voglia di avventura e la sete di scoperta presero il sopravvento su qualsiasi posizione lavorativa “sicura”. Questo progetto di giro del mondo è nella mia mente da allora, fino all’estate 2013, quando durante 15 giorni solitari lungo l’Alta Via dei Silenzi (un trekking aspro e impegnativo nelle Dolomiti Friulane) pensai all’idea di percorrere in bici i passi di montagna più alti del mondo. Ma questo progetto non è solo un’impresa sportiva, è molto di più. Alla base c’è la necessità di ricercare uno stile di vita differente, il tentativo di uscire da un sistema imposto dalla società troppo rigido, monotono ed insoddisfacente. Ma è anche un supporto per iniziative umanitarie ed un veicolo promozionale per la bicicletta come mezzo di trasporto definitivo. Ogni tanto riprendo la guida del Cammino di Santiago e rileggo l’estratto dei Testi Sacri indiani che ci scrisse sopra mia madre tanti anni fa per augurarmi buon viaggio. Ripenso a quanta strada ho calpestato da allora con le mie scarpe o con i copertoni della mia bicicletta. Ma soprattutto penso a quanta strada ho ancora davanti da percorrere. E’ bello sapere che il mondo sia così grande.



Lavoro da anni in ambito turistico ed il mondo l’ho incontrato attraverso le migliaia di persone che quotidianamente popolano la vita delle realtà alberghiere. Avendo cominciato a lavorare subito dopo la fine del liceo (linguistico) le mie possibilità di viaggiare sono sempre state molto ridotte. Un breve periodo in Inghilterra, un’esperienza in Thailandia e poi brevi ma molto intensi viaggi in ambito europeo, tutti incentrati sulla mia grande passione sportiva: l’arrampicata. Fin da bambina ho avuto l’opportunità di condurre gran parte della mia vita all’aria aperta. Giocando con il fango nell’enorme casa di famiglia in campagna, il cui unico comfort era il camino acceso in inverno, camminando lungo i sentieri delle Dolomiti e degli Appennini o nuotando nelle cristalline acque del Sud Italia. Sono passata dai pianti disperati per non voler camminare ad una enorme passione per tutto ciò che è la montagna. Tanto da cominciare circa dieci anni fa a praticare l’arrampicata sportiva, per poi diventarne istruttrice in una palestra di Roma (Vertical Park) nella quale mi diverto a trasmettere la passione per questo sport che è anche e soprattutto uno stile di vita. Della montagna amo ogni aspetto ma sopra ogni cosa forse la fatica della conquista, che arriva sempre anche se non si raggiunge la vetta. Negli ultimi anni ho cominciato a frequentarla in ogni stagione, seguendo corsi di alpinismo invernale ed estivo e sviluppando sempre più una forma di rispetto verso questi luoghi le cui sommità segnano il confine con il cielo. La bicicletta, la bicicletta la ricordo da quando ricordo. Le prove di coraggio lanciandosi per le rampe dei garage nel mio quartiere, Colli Aniene, i divertenti sali/scendi ed i salti nei depositi di pozzolana dei palazzi in costruzione. Rappresentava e rappresenta il mezzo dell’esplorazione, grazie alla bicicletta potevo andare oltre i confini del quartiere, andare oltre il cancello del campeggio d’estate per comprare i cornetti in paese. La bicicletta è il primo mezzo, oltre le gambe, che impariamo ad usare ed amare ed è l’unico che può essere usato in qualsiasi età dando sempre lo stesso piacere. Ma la mia vita non è solo terra ma anche acqua, e così mi sono avvicinata al surf ed al torrentismo, capendo sempre più che della vita mi piacciono le molteplici possibilità. E da qui la scelta di seguire Daniele in questo progetto e straordinario viaggio. Questa è la possibilità delle possibilità, un viaggio in cui tutto può succedere. La realizzazione del mio desiderio di conoscere il mondo non da turista ma da viaggiatrice, e di far sì che questo desiderio sia anche manifesto di un cambiamento di abitudini degli altri abitanti di questo pianeta.

scrivimi

Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Aiutaci a realizzare questo sogno. Sostienici!

6 comments

  1. Reply

    doda mante 12 luglio 2015 at 18:53

    Buon viaggio! 🙂

  2. Reply

    Elio 26 aprile 2016 at 09:59

    Quanto siete belli!

  3. Reply

    Marco 10 novembre 2016 at 08:29

    Cari Daniele e Simona,
    vi auguro con tutto il cuore di vivere e condividere tutto l’amore che esiste nelle persone che abitano questo pianeta.

    Leggere il vostro diario di viaggio mi ha ricordato il mio passato che con intrepida attesa sto cercando di riportare in linea con i miei principi contaminati dallo stile di vita occidentale.
    Anche io ho potuto apprezzare il viaggio e mi sono affidato all’istinto che mi ha sempre salvato. Vi auguro lo stesso.

    Dal basso della mia esperienza e dall’alto del mio desiderio, vi suggerisco durante questa esperienza di investigare al meglio le alternative ad una vita felice più semplice e a basso impatto ambientale che si svolge lungo il vostro percorso. Fate emergere in ogni vostro racconto emozioni che vi hanno fatto riflettere, ricordandovi come si vive a Roma o in una qualsiasi altra città occidentale. Benifici per voi e per chi vi legge.
    Di cosa questo mondo ha veramente bisogno? Voi?
    Cari saluti e buon viaggio!
    Marco

    • Reply

      Simona 10 novembre 2016 at 09:11

      Ciao Marco,
      Grazie mille per il bellissimo commento. Stiamo cercando di immagazzinare ed imparare quanto più possibile. Io credo che il mondo abbia bisogno di sentirsi più vicino, che abbia bisogno di scambio di conoscenza e cultura, di curiosità e voglia di andare avanti unito. Ma questo è il pensiero di due soli anni di viaggio, aspettiamo di vedere come va avanti! 🙂

  4. Reply

    Max 25 dicembre 2016 at 14:17

    Buon Natale, ragazzi. Vi seguo dal vostro diario e vorrei essere con voi.
    Buon viaggiooooooooooooooooooo

    • Reply

      Simona 28 dicembre 2016 at 10:48

      Ciao Max, scusa il ritardo! Tantissimi auguri di buone feste anche a te!!

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *