L’acqua? È un problema mondiale, figurarsi per due in bici che devono recuperare i liquidi persi pedalando, cucinare, prepararsi un caffè o una cioccolata calda d’inverno. O rinfrescarsi d’estate!

In Asia centrale o in Cina, non è come sulle Alpi, dove in ogni angolo di paese ci sono fontanelle con acqua limpida che scende dalle montagne; costruire una struttura per le fontanelle non è così semplice. Ad esempio in Tagikistan solo alcune zone sono coperte da una rete, grazie ai progetti dell’Aga Kahn Foundation, supportati da alcune nazioni europee, grazie ai quali c’è un sistema di purificazione dei fiumi. Da queste parti se ti va bene trovi neve sporca, fiumi cloache, o il nulla. Così a volte abbiamo dovuto ricorrere ai piccoli market lungo la strada, come nella steppa del Kazakistan o in Cina, dove la qualità dell’acqua è veramente tra le peggiori viste finora, sia nei fiumi sia nei rubinetti delle case.

filtrare

Dove ci sono fiumi, procurarsi l’acqua è abbastanza semplice: si preleva dai torrentelli e si filtra: da marrone l’acqua diventa trasparente e potabile. Per filtrare un litro d’acqua ci mettiamo di solito qualche minuto, il tempo dipende da quanto è sporca l’acqua e da quanto è grande il braccio dell’utilizzatore. Il nostro filtro è infatti una pompetta che preleva l’acqua e la fa passare attraverso un cilindro di ceramica da 0.2 micron. La stanchezza accumulata dopo una dura giornata a pedali non facilita affatto l’operazione! Ed a volte non avevamo nemmeno l’opzione dei fiumi, o erano talmente sporchi da non avere nemmeno il coraggio di mettere il filtro nell’acqua.

bollire

L’alternativa allora è comprare o bollire. Noi si cercava sempre la seconda soluzione: portando l’acqua a un centinaio di gradi si uccidono i batteri e almeno viene sterilizzata. Non a caso nei paesi dell’Asia Centrale e in Cina non si beve l’acqua dal rubinetto: si mette a bollire in grandi pentoloni e poi si riempiono dei thermos enormi, che la mantengono calda tutto il giorno. Portiamo con noi un thermos a testa da un litro, per cui è facile fermarsi in un qualunque market o nelle case e chiedere se gentilmente ce li riempiono, così è già pronta per un thè o un caffè, o anche per cucinare più rapidamente.

I thermos sono comodi anche in estate, quando l’acqua nelle bottiglie raggiunge anche i 50 gradi, e così è possibile averne di fresca da bere. Tra l’altro con il caldo si suda di più e a volte abbiamo bisogno di reintegrare le energie e i liquidi con qualcosa di sostanzioso. I nostri thermos non hanno visto solo acqua, ma anche thè freddo, bibite energetiche, latte ed addirittura birra, con inevitabili proteste del cassiere! Quando si ha una spesa giornaliera ridotta all’osso infatti, l’acquisto di bevande può incidere anche con un aumento del 100%!

scorte

Qui zero acqua. Ci è capitato di affrontare deserti senza fiumi, senza paesi, senza market… Servivano scorte consistenti. La situazione peggiore l’abbiamo incontrata nella steppa kazaka e nell’Ustyurt Plateau in Uzbekistan, dove abbiamo dovuto caricare sulle nostre bici anche 10 litri di acqua a testa. E non è che potessimo usare le classiche borraccette da mezzo litro del ciclismo: per fare 10 litri ne servirebbero 20! Da consumati esperti di packaging siamo riusciti a piazzare due enormi bottiglioni da due litri nel telaio della bici; Daniele riesce inoltre a legare bottiglie da un litro e mezzo sui borsoni anteriori ed eventualmente un’altra bottiglia su quello posteriore. Con in più il thermos abbiamo delle bici cammello da 9 – 10 litri.

Ma nonostante tutto siamo riusciti a trovarci senza acqua, asciutti… Tutta colpa del vento, che ha rallentato l’andatura nella steppa e ci ha fatto rimanere 4 – 5 giorni in secca, senza possibilità di rifornirci. Per fortuna in questa emergenza c’erano ancora delle  chiazze di neve, residui dell’inverno, vecchie e sporche. Ma filtrate e bollite diventavano ottima acqua! La neve fresca è una valida fonte di acqua pulita, come è successo più di una volta sul Tetto del mondo, il Pamir tagiko.

Certo che le fontanelle delle Alpi…

Articolo scritto in collaborazione – #BeCycling con Dino



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1 comment

  1. Reply

    Stefano T. Fabrizi 29 ottobre 2015 at 19:30

    complimenti… prima o poi farò come voi per fuggire dallo stress metropolitano che mi sta consumando giorno dopo giorno…
    Vi seguo con passione….buon viaggio.

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