Date le molteplici domande che ci vengono frequentemente poste sul “Come facciamo per…” abbiamo deciso di lanciare una rubrica fissa, nella quale proveremo a raccontarvi come organizziamo quotidianamente il nostro viaggio. Come facciamo per lavarci, come facciamo per nutrirci, come facciamo per essere sempre, o quasi, connessi, come facciamo per sopportarci 24 ore su 24…

Il primo articolo della rubrica più che un “Come facciamo per…” è un “Come abbiamo fatto a..” ovvero come abbiamo fatto a partire per questo viaggio. Cercheremo di rispondere il più possibile alle domande che ognuno di voi si sarà fatto appena venuto a conoscenza di questa follia, se poi ve ne vengono in mente altre di curiosità non esitate a commentare l’articolo oppure a scriverci all’indirizzo info@becycling.net

Come abbiamo fatto per partire?

Dai commenti ai vari articoli di giornale che sono stati pubblicati sulla nostra avventura, abbiamo intuito che la gente ha una visione molto poco romantica e molto monetaria, businness-oriented, del viaggiatore moderno. Quando all’epoca Marco Polo decise di seguire il padre nel suo viaggio verso la Cina, non credo che molti gli avessero chiesto da dove prendesse i denari per compiere tale impresa. Certo si potrebbe obiettare che essendo di famiglia patrizia poco c’era da chiedere, per cui giustamente a noi semplici cittadini la domanda viene frequentemente posta.

Veniamo a noi due moderni Marco Polo.

Con quali denari siamo partiti?

Daniele avendo questo sogno nel cassetto da anni, nei 3 anni precedenti la partenza ha lavorato sodo mettendosi da parte ogni singolo centesimo. Vivendo a casa con i genitori, girando costantemente in bicicletta (e quindi risparmiando soldi di benzina, assicurazione, bollo, tagliando ed altro che i veicoli a motore impongono) e passando le vacanze nel modo più bello ed economico possibile: camminando tra i monti, zaino in spalla e tenda per dormire.
Simona (io) essendomi unita all’ultimo minuto ho potuto solo vendere la macchina, tornare a casa dei miei genitori per qualche mese e affittare la casa ad una cara amica che gentilmente mi sta pagando il mutuo. Con i soldi raccimolati all’inzio abbiamo potuto comprare tutta l’attrezzatura necessaria, per la quale siamo riusciti, in parte, ad ottenere qualche sconto.

Come sopravviviamo monetariamente mentre siamo in viaggio?

I nostri piccoli risparmi ci assicurano di poter arrivare in qualche modo fino in Australia, dove prevediamo di lavorare e poter quindi continuare il viaggio. In parte contiamo anche sulle donazioni che riceviamo tramite il sito (e che ricordiamo dividiamo al 50% con la World Bicycle Relief) e sulla vendita di quadri dipinti dalla mano di un nostro amico artista di Istanbul. Ma è bene capire che la vita di strada è molto molto meno dispendiosa di quanto si possa pensare. Bisogna in questo cercare di scrollarsi di dosso la vita che normalmente svolgiamo nelle città, in cui ogni cosa ha un costo: la casa, i mezzi, la macchina, il cibo, l’acqua, la corrente, la palestra, ecc.. Vivendo in strada e dormendo in tenda questi costi vengono notevolmente abbattuti.

Ma dormire in albergo costa, come fate?

Come facciamo? Non ci dormiamo! La nostra casa oramai è la tenda. Perché ci piace dormire in uno spazio di nemmeno 4 mq? Perché ci dona una grande libertà, potendola montare dove vogliamo e quando vogliamo. In più ci permette di godere di paesaggi mozzafiato. Ma nelle grandi città e per esigenze di igiene (ogni tanto ci dobbiamo lavare e lavare i nostri indumenti) dobbiamo dormire nelle tradizionali quattro mura. Essendo un viaggio votato al risparmio cerchiamo sempre le soluzioni più economiche. Quindi in ordine cerchiamo amici di amici, se non ci sono cerchiamo qualcuno che ci ospiti sui siti Warmshower o Couchsurfing e se anche qui non troviamo risposta andiamo al più economico degli ostelli, guesthouse o albergo dove massimo prevediamo una spesa di 10 euro a notte a persona (spesso siamo riusciti a trattare la colazione inclusa!). Ad oggi questa ultima soluzione è quella che si è presentata meno volte. Inoltre dato che è un viaggio votato alla scoperta, accettiamo quasi sempre gli inviti che ci vengono fatti per strada, è in assoluto il modo migliore per capire come si vive nel mondo!

E andate al ristorante tutte le sere?

Il nostro ristorante preferito lo montiamo tutte le sere fuori o dentro (a seconda della stagione) la tenda! Abbiamo con noi un fantastico fornello da campeggio in grado di produrre fiamma con qualsiasi tipo di combustibile (dalla classica bomboletta di butano alla benzina più scadente) per cui la sera a cena e la mattina a colazione possiamo cucinare i nostri manicaretti. Mentre a pranzo ci concediamo il classico panino del muratore, economico ed energetico. La spesa la facciamo nei supermarket che troviamo lungo la strada e molto molto raramente mangiamo in ristoranti.

Sicuramente avrete uno sponsor

No, non abbiamo sponsor. I loghi che sono presenti in questo sito sono stati messi per ringraziare le aziende che ci hanno fatto uno sconto sui materiali, per maggiori dettagli potete cliccare qui, sotto ogni logo c’è il motivo della presenza. È stato un lungo lavoro che va avanti tutt’ora per cercare di risparmiare su ciò che è la spesa più grande e più importante di un viaggio di questo tipo: l’attrezzatura!

Come si fa a lasciare tutto e partire?

Bisogna innanzitutto volerlo ed essere pronti. Cosa significa? Noi non siamo partiti per fuggire, non stiamo scappando da un malessere alla ricerca del luogo perfetto per vivere. La nostra vita a Roma ci piaceva molto, scorreva serena ed appagata. Poi si è presentata l’occasione, contratti di lavoro in scadenza e voglia di vedere il mondo! Decisa la data, con la massima serenità e la giusta paura siamo montati in sella alle nostre biciclette ed abbiamo cominciato a pedalare!
Il motore delle nostre gambe è la voglia di inseguire il nostro sogno più grande, alimentati anche da un po’ di follia ed un pizzico di incoscienza, quel poco che basta a non farci avere paura del domani e portare avanti questo progetto.



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6 comments

  1. Reply

    alessandro 30 agosto 2015 at 15:09

    Bell’articolo

    • Reply

      Simona Pergola 31 agosto 2015 at 04:33

      Grazie Alessandro,
      per me un onore sapere che è apprezzato da chi ha fatto la nostra stessa scelta ^_^

  2. Reply

    Massimo 30 agosto 2015 at 18:09

    Bravissima Simona a spiegare! La vita è unica e purtroppo non lunga. I sogni sono l’unica cosa che ci aiuta a vivere bene. Credo che il vostro viaggio insegni soprattutto questo: ci sono infiniti modi di vivere! Vi seguo sempre
    Simona e Daniele. Auguri!!!

    • Reply

      Simona Pergola 31 agosto 2015 at 04:29

      Vero Massimo! Alla base c’è la consapevolezza che la vita è una sola, concetto banale, ma così banale che tendiamo a dimenticarlo. Altro concetto che condivido è che ci sono infiniti modi di vivere, a mio avviso un concetto meraviglioso perché racchiude in se il significato di libertà.

  3. Reply

    Pasquale 4 settembre 2015 at 15:53

    Ciao Ragazzi, ho trovato il vostro sito per caso cercando info sulla Cinelli Hobo (anche io ne ho una 🙂 )

    Via auro tutto il meglio. Quello che state facendo e’ semplicemente fantastico.. Spero di avere lo stesso vostro coraggio un giorno anche se con 2 figli ci sono molte complicazioni. Come avete spiegato in questo articolo, l”importante e’ volerlo. Chi pensa che solo chi ha i denari puo fare una cosa del genere si sbaglia di grosso. Quello che serve e’ solo volonta’ e una buona dose di incoscenza..

    In bocca al lupo. Vi continuero a seguire.. Siete una fonte di ispirazione…

    • Reply

      Simona 28 settembre 2015 at 09:48

      Ciao Pasquale,
      Grazie mille per l’incoraggiamento!
      Un grande in bocca al lupo anche a te 🙂

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