Una volta probabilmente si viaggiava semplicemente con un taccuino e con un piccolo dizionario tascabile. Oggi non è più così. Internet e gli smartphone hanno cambiato il mondo, figuriamoci le abitudini dei viaggiatori!

Con un cellulare puoi prendere appunti, puoi tradurre i tuoi pensieri nelle lingue più sconosciute, puoi consultare una cartina e pianificare il tuo itinerario di viaggio, e soprattutto puoi comunicare e mantenere i contatti con coloro che sono rimasti a casa.

The great firewall

Tutto è semplice, istantaneo ed immediato, a patto che non vi troviate in Cina! All’interno della politica di chiusura e protezione del governo cinese c’è stata infatti anche la decisione di installare un enorme firewall a livello nazionale. In pratica tutto il traffico internet all’interno del paese viene controllato, vivisezionato, ed eventualmente filtrato. Ciò significa che l’accesso ai siti occidentali è sempre molto lento (nonostante l’ottima velocità delle reti internet cinesi), ed a volte anche completamente bloccato. Il blocco si riferisce in particolare all’universo Google (la ricerca e tutti i servizi di Mountain View quali Gmail, Google Drive, YouTube, Google Maps, Google Translate ecc) ed alla maggioranza dei social network che usiamo nel mondo occidentale (Facebook, Instagram, Twitter, Flickr).

Qualcuno dice che il blocco sia una forma di censura per impedire ai cinesi di accedere a fonti di informazioni esterne e vietare “contenuti occidentali pericolosi”, qualcun altro invece crede che sia una semplice misura per limitare il traffico internet che altrimenti con un miliardo e mezzo di persone farebbe collassare un’infrastruttura di rete insufficiente.

In ogni caso, come sempre nel mondo di internet, se c’è un blocco c’è anche il modo per aggirarlo! Si sfrutta una tecnologia che si chiama VPN, acronimo di Rete Privata Virtuale (Virtual Private Network), che consiste nell’instaurare un tunnel di rete con un server non bloccato di un altro paese in modo da cifrare il traffico impedendo a chi analizza di vederne il contenuto, e facendogli credere che la connessione provenga dall’esterno. Il tutto rallenta il collegamento, ma consente di accedere a qualsiasi sito. I migliori fornitori di VPN sono veloci ed a pagamento, altri sono più lenti e instabili, ma gratuiti. Prima di valutare le varie opzioni però, il primo passo da fare appena arrivati in questo grande paese è acquistare una SIM card per il proprio cellulare. E non è così banale.

ACQUISTO SIM CARD

Non sappiamo quale sia la regolamentazione ufficiale per l’acquisto di SIM card da parte di stranieri, la nostra esperienza è stata complicata e confusa. Nel paese di Yining abbiamo passato una giornata intera nel tentativo di acquistare una SIM dell’operatore China Unicom, il migliore per i nostri cellulari occidentali e per il traffico dati. Nessuno ha accettato il nostro passaporto, tutti pretendevano una carta d’identità cinese! Ma anche con l’aiuto di un nostro amico locale non è stato facile, perché apparentemente nello Xinjiang, regione autonoma con leggi ancora più stringenti, stipulano solo contratti di un minimo di 8 mesi! Alla fine nello scantinato di un negozio ci hanno rifilato una SIM card ricaricabile di provenienza dubbia, registrata a nome del nostro amico e con 750 MB di traffico internet per circa 5€ al mese. La sorpresa c’è stata dopo i primi 30 giorni, quando la SIM, nonostante le nostre ricariche, ha smesso di funzionare. Pare a causa di una nuova legge dello Xinjiang, secondo cui l’acquirente della SIM deve recarsi presso qualche ufficio per ufficializzare la sua posizione. La pena della mancata identificazione è la sospensione del servizio, ed ormai a migliaia di km dal nostro amico non abbiamo potuto fare niente.

Per correre ai ripari a Guangzhou, megalopoli da 11 milioni di abitanti, siamo andati alla ricerca di una nuova SIM, e stavolta nel negozio ufficiale di China Unicom non hanno battuto ciglio! SIM registrata a nostro nome e con il nostro passaporto, 10€ al mese per 2 GB di traffico dati. Sarà solo perché Guangzhou è una città più avvezza al turismo ed abituata alla presenza di stranieri? Oppure è una differente regolamentazione regionale? Non lo sappiamo!

La copertura di China Unicom non è però totale, tra le montagne tibetane svettano solo le antenne di China Mobile. A Dege, il centro più grande della zona, siamo quindi andati a comprare un’altra SIM card, ed anche qui non hanno accettato i nostri passaporti. Questa volta però il “firewall” lo ha aggirato la commessa del negozio, offrendoci di attivare una SIM card utilizzando la carta d’identità del fratello!

VPN, è proprio necessario?

“E adesso che siamo riusciti ad attivare internet, è ora di cominciare ad usare la VPN?”. In realtà no, nel senso che se ci si accontenta di alcune funzioni base, con qualche trucco ed accorgimento si riescono a far funzionare anche da una rete con gli occhi a mandorla.

  • Traduzione: è verissimo che tutti i servizi di Google dalla Cina sono bloccati, ma se proverete ad accedere a translate.google.cn, ottimizzato anche per mobile, sorpresa, funziona! Forse anche il governo si è reso conto della sua utilità ed ha lasciato appositamente un buco nel firewall per poterlo utilizzare? Inoltre esistono anche altri software per la traduzione cinese-inglese: HanPing un vocabolario offline che non richiede internet, e Translate il servizio di traduzione di Baidu (ovvero il Google cinese).
  • Gmail: assicuratevi di avere un account di posta che non sia bloccato in Cina (Yahoo o Hotmail p.e.), o apritene uno nuovo con un provider cinese (noi abbiamo aperto una casella di posta con QQ, ed utilizzato poi l’applicazione QQmail). Per evitare di avvisare tutti i contatti del cambio di indirizzo, e non perdervi nessuna e-mail, basta abilitare l’inoltro automatico verso il nuovo indirizzo dalle impostazioni di Gmail ed il gioco è fatto, tutte le e-mail ricevute da Google verranno girate nella nuova casella di posta!
  • Google Maps: la qualità delle mappe di Google è indiscutibile, ma non è così scontata nella grande Cina. Il paese sta crescendo, evolvendo e cambiando a una velocità assurda, le strade vengono modificate continuamente, vecchi edifici vengono abbattuti e nuovi vengono costruiti. Ecco perché invece di dannarsi con una VPN per usare Google Maps a tutti i costi, è meglio usare una mappa cinese. Amap e Baidu sono le applicazioni più diffuse, aggiornate e con tantissime informazioni utili per un viaggiatore. Con un po’ di dimestichezza ci si abitua anche alle scritte esclusivamente in cinese, e si riescono a riconoscere tutti i punti di interesse fondamentali, quali supermarket, banche, stazioni di polizia ecc.
  • Motore di ricerca: usate Yahoo o Bing al posto di Google. Mentre per consultare Wikipedia nessun problema, funziona regolarmente.

Se tutto ciò non vi sembra ancora sufficiente e volete proprio postare su facebook e cinguettare su twitter, allora è il momento di usare la VPN.

VPN consigliate

A pagamento c’è una scelta molto ampia e su internet ci sono già infinite guide che ne parlano focalizzate soprattutto agli stranieri che vivono in Cina. La maggior parte delle VPN offrono un periodo di prova gratuito o un certo numero di MB al mese, ExpressVPN è probabilmente l’applicazione più famosa fra i turisti, noi ci siamo trovati bene con SuperVPN e soprattutto con VyprVPN, con i suoi 500 MB gratuiti al mese a cui se ne possono aggiungere altri 500 facendo registrare un amico (o una propria seconda e-mail, ma non ditelo a nessuno). Non si parla mai però delle VPN completamente gratuite, sicuramente più lente e magari un po’ instabili, ma forse rimangono la scelta più saggia per il viaggiatore occasionale che non vuole pagare un anno di abbonamento. Il nostro consiglio ricade su due software in particolare.

  • Psiphon, famoso in Iran, funziona anche in Cina. È veloce e non rallenta troppo la connessione anche se un po’ instabile. A volte funziona e a volte no.
  • CrossVPN, applicazione sviluppata da cinesi, che evidentemente sanno a che gioco giocare. C’è una lista di server lunghissima ma quelli gratuiti sono solo gli ultimi 5 in fondo. Non è un campione di velocità e non provate quindi ad aprire video di YouTube in HD, ma per la gestione dei social network va più che bene! Noi ci siamo trovati benissimo, è stata l’unica VPN a funzionare con connessioni molto lente (tra le montagne tibetane era già tanto avere copertura cellulare) ed i 5 server free si sono dimostrati infallibili! Forse l’unica pecca è l’applicazione un po’ acerba, ogni tanto crasha e blocca tutto, ma basta un classico spegni e riaccendi per tornare online.

Insomma, la grande muraglia per internet non è un ostacolo insormontabile. Se ci si accontenta di leggere le e-mail, ricercare informazioni, consultare mappe e utilizzare i servizi di traduzione per comunicare in cinese, con i piccoli accorgimenti indicati in questo post è possibile farlo anche senza VPN, sfruttando completamente l’ottima velocità delle connessioni cinesi. Se invece non si può fare a meno dei social network, le VPN, anche quelle gratuite, funzionano abbastanza bene ed armandosi di un po’ di pazienza si riesce più o meno a fare tutto.

Buon viaggio, e raccontateci la vostra esperienza cinese!



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